{"id":9814,"date":"2026-10-01T02:28:53","date_gmt":"2026-10-01T02:28:53","guid":{"rendered":"https:\/\/jarinternacional.org\/a-volte-mi-dimentico-che-voglio-essere-santo\/"},"modified":"2026-10-01T02:28:53","modified_gmt":"2026-10-01T02:28:53","slug":"a-volte-mi-dimentico-che-voglio-essere-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/a-volte-mi-dimentico-che-voglio-essere-santo\/","title":{"rendered":"A volte mi dimentico che voglio essere santo"},"content":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa probabilmente ti sei imbattuto in loro su qualche social network. Una famiglia, una chitarra, un portico e tutti che cantano a squarciagola. <\/p>\n<p>Sono la famiglia Ca\u00f1o e il video \u00e8 finito per diventare uno di quegli strani fenomeni che, all\u2019improvviso, sembrano essere dappertutto. La canzone si chiama \u201cDama e Vagabondo\u201d ed \u00e8 dei Bromas Aparte, un gruppo madrileno che l\u2019ha pubblicata originariamente nel 2015 e che poi ne ha registrato una nuova versione insieme ad Ana Mena. <\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che mi \u00e8 rimasto impresso non \u00e8 stata tanto la canzone. \u00c8 stata una frase. <\/p>\n<blockquote><p><strong>\u201cA volte me ne dimentico\u2026\u201d<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>In questi giorni, mentre partecipo al Sinodo Missionario Agostiniano Recoleto a Rio de Janeiro, quella frase \u00e8 tornata pi\u00f9 volte nella mia testa. Perch\u00e9 a volte mi dimentico. <\/p>\n<h2>A volte mi dimentico che sono missionario<\/h2>\n<p>Forse perch\u00e9 ho finito per associare la parola \u201cmissione\u201d a determinati luoghi. L\u00e1brea. Sierra Leone. Cuba. Maraj\u00f3. Casanare. Indonesia. Filippine. E allora sento il Priore Generale dirci che la missione non \u00e8 una geografia, ma un\u2019identit\u00e0.        <\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl problema non \u00e8 la geografia; il problema \u00e8 il fuoco\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>E ricordo che non ho bisogno di attraversare un oceano per essere missionario. Ho bisogno di ardere. A volte mi dimentico.  <\/p>\n<h2>A volte mi dimentico di ascoltare<\/h2>\n<p>Devo riconoscere che negli ultimi anni ho letto parecchio sulla sinodalit\u00e0. Ho lavorato con metodologie di ascolto. Ho partecipato a processi pastorali. Ho persino adattato LEGO\u00ae Serious Play\u00ae per mantenere conversazioni nello Spirito.   <\/p>\n<p>Ma una cosa \u00e8 conoscere una metodologia e un&#8217;altra molto diversa \u00e8 viverla. In questi giorni sto scoprendo qualcosa di elementare: <strong>ascoltare costa.<\/strong> <\/p>\n<p>Ascoltare davvero significa non preparare la risposta mentre l&#8217;altro sta parlando. Significa accettare che mio fratello pu\u00f2 star vedendo qualcosa che io non vedo. <\/p>\n<p>Significa lasciare uno spazio perch\u00e9 ci\u00f2 che ascolto mi metta in discussione. E, ancora pi\u00f9 difficile, significa ammettere che lo Spirito Santo pu\u00f2 decidere di parlarmi attraverso qualcuno che pensa in modo diverso da me. A volte mi dimentico.  <\/p>\n<h2>A volte mi dimentico da dove vengo<\/h2>\n<p>Mons. Alejandro Casta\u00f1o ci ha parlato dei nostri primi missionari. Di santo Tommaso di Villanova. Di sant&#8217;Alfonso di Orozco. Di san Giovanni di Sahag\u00fan. Di sant&#8217;Ezechiele Moreno.     <\/p>\n<p>Uomini che si sono posti domande simili alle nostre in circostanze completamente diverse. Siamo nuovi. <\/p>\n<p>Abbiamo nuovi linguaggi, nuovi mezzi, nuovi problemi. Parliamo di evangelizzazione digitale, intelligenza artificiale, social network, nuove strutture pastorali e nuovi modelli di missione. <\/p>\n<p>Ma viviamo di una tradizione. Altri hanno camminato prima di noi. Altri hanno sbagliato. Altri hanno avuto paura. Altri hanno lasciato la loro terra. Altri hanno dato la vita. A volte mi dimentico.      <\/p>\n<h2>A volte mi dimentico che Dio \u00e8 arrivato prima<\/h2>\n<p>Una delle persone che pi\u00f9 mi ha sorpreso durante questi giorni \u00e8 stato fra Russell Cordero. \u00c8 stato missionario in Sierra Leone e ora lo \u00e8 in Indonesia. Nella sua omelia ci ha ricordato qualcosa che sembra evidente, ma che possiamo dimenticare con una facilit\u00e0 straordinaria: Dio era gi\u00e0 l\u00ec prima che arrivasse il missionario.  <\/p>\n<p>Non siamo messia. Non portiamo Dio chiuso in una valigia per introdurlo in luoghi dove non era ancora riuscito ad arrivare. Lui era l\u00ec. In quella cultura. In quelle persone. In quella storia.     <\/p>\n<p>La missione comincia anche togliendo i sandali e imparando a scoprirlo. A volte mi dimentico. <\/p>\n<h2>A volte mi dimentico di lasciare la brocca<\/h2>\n<p>Il primo giorno non abbiamo ancora cominciato a lavorare. Abbiamo pregato. <\/p>\n<p>E davanti al Santissimo \u00e8 apparsa la samaritana. La domanda era semplice: quali brocche dobbiamo lasciare? Ci sono brocche evidenti. Ma ce ne sono altre che uno impara a portare cos\u00ec bene che finisce per dimenticare che pesano.   <\/p>\n<p>Le mie sicurezze. I miei incarichi. Le mie abitudini. Le mie idee. Il mio modo di fare le cose. I miei successi. Le mie ferite. Le mie paure. Persino quel pericolosissimo \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d.        <\/p>\n<p>Forse camminare leggeri dietro a Ges\u00f9 implica lasciare alcune cose accanto al pozzo. A volte mi dimentico. <\/p>\n<h3>A volte mi dimentico che abbiamo bisogno degli altri<\/h3>\n<p>Il motto del nostro ultimo Capitolo Generale \u00e8 stato una sola parola:  <strong>Insieme.<\/strong><\/p>\n<p>Durante questi anni l&#8217;abbiamo usata moltissimo. Ma in questi giorni comincio a comprendere meglio cosa significa. <\/p>\n<p>Insieme non significa semplicemente essere tutti nella stessa fotografia. N\u00e9 sederci attorno allo stesso tavolo. N\u00e9 partecipare allo stesso progetto.  <\/p>\n<p>Camminare insieme significa scoprire che ho bisogno dell&#8217;altro. Del religioso e del laico. Del giovane e dell&#8217;anziano. Del giovane GAR e del Fraterno Secolare. Di chi vive in una missione e di chi lavora in un ufficio. Di chi pensa come me e di chi mi mette a disagio.     <\/p>\n<p>Stamattina ascoltavamo Ren\u00e9 Gonz\u00e1lez Regorigo. \u00c8 stato religioso agostiniano recoleto, oggi \u00e8 padre di famiglia e lavora per ARCORES Brasile. La sua vita continua a essere profondamente legata a questa famiglia e al servizio delle sue missioni.  <\/p>\n<p>Mentre lo ascoltavo pensavo che forse, per troppo tempo, abbiamo parlato di \u201cnostra missione\u201d e dei laici che \u201cci aiutano\u201d.<\/p>\n<p>Forse dobbiamo cambiare i pronomi. La missione \u00e8 nostra. Di tutti. A volte mi dimentico.   <\/p>\n<h3>A volte mi dimentico di guardare il cielo<\/h3>\n<p>Mons. Casta\u00f1o ce lo ha ricordato in una delle sue omelie: <\/p>\n<blockquote><p>\u201cDobbiamo tornare a rivolgere lo sguardo al cielo\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Perch\u00e9 possiamo parlare moltissimo di strutture, progetti, piani strategici, formazione, economia, comunicazione, pastorale e missione.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 necessario. Ma possiamo finire per lavorare tanto per le cose di Dio da dimenticarci di Dio. Possiamo persino trasformare la missione in una professione. E allora ho bisogno di ricordare perch\u00e9 \u00e8 cominciato tutto questo.   <\/p>\n<p>Perch\u00e9 un giorno ho detto di s\u00ec. Perch\u00e9 ho lasciato determinate cose. Perch\u00e9 sono ancora qui. A volte mi dimentico.   <\/p>\n<h2>A volte mi dimentico che voglio essere santo<\/h2>\n<p>Circa un anno fa ho tenuto un laboratorio di LEGO\u00ae Serious Play\u00ae a delle monache di clausura. Ho chiesto loro dei loro sogni. <\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 stato qualcosa nelle loro risposte che mi ha disarmato. Volevano essere sante. Nient&#8217;altro. <strong>Sante<\/strong>.  <\/p>\n<p>Non volevano essere le religiose pi\u00f9 efficienti. N\u00e9 avere la comunit\u00e0 meglio organizzata. N\u00e9 progettare il miglior piano strategico.  <\/p>\n<p>Volevano essere sante. In questi giorni ho pensato molto a loro. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 tra riunioni, piani, progetti, bilanci, calendari, notizie, statistiche, riunioni su Zoom, WhatsApp, email e urgenze, anche questo posso dimenticarlo.<\/p>\n<p>Voglio essere santo. E voglio che i miei fratelli siano santi. <\/p>\n<h2>Per questo avevo bisogno di questo Sinodo<\/h2>\n<p>Siamo arrivati a met\u00e0 del Sinodo Missionario Agostiniano Recoleto. Restano ancora conversazioni. Restano illuminazioni. Restano momenti di preghiera. Restano domande che sicuramente non risolveremo qui.    <\/p>\n<p>Ma credo di cominciare a capire perch\u00e9 avevo personalmente bisogno di questi giorni.<\/p>\n<p><strong>Avevo bisogno di ricordare.<\/strong><\/p>\n<p>Ricordare che sono missionario. Ricordare che ho bisogno di ascoltare. Ricordare da dove vengo. Ricordare che Dio arriva sempre prima di me. Ricordare che ci sono brocche che devo lasciare. Ricordare che ho bisogno dei miei fratelli. Ricordare che devo guardare il cielo. E ricordare che voglio essere santo.       <\/p>\n<p>Forse tra qualche giorno torner\u00f2 alla routine, alle strade di Madrid.<\/p>\n<p>Torneranno le email. Le riunioni. I problemi. La fretta. I progetti. Le notizie da pubblicare. E sicuramente qualcuna di queste cose torner\u00f2 a dimenticarla.      <\/p>\n<p>Per questo voglio scriverti questo ora, giovane GAR. Per poter tornare qui quando ne avr\u00f2 bisogno. <\/p>\n<p>Perch\u00e9, s\u00ec: <strong>a volte mi dimentico.<\/strong><\/p>\n<p>E forse una delle ragioni per cui Dio ci regala fratelli con cui camminare \u00e8 proprio questa: <strong>perch\u00e9, quando ce ne dimentichiamo, qualcuno cammini al nostro fianco e ce lo ricordi.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra fretta, progetti e preoccupazioni, a volte dimentichiamo l&#8217;essenziale. Otto cose che il Sinodo Missionario mi ha aiutato a ricordare. <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":9815,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_price":"","_stock":"","_tribe_ticket_header":"","_tribe_default_ticket_provider":"","_tribe_ticket_capacity":"","_ticket_start_date":"","_ticket_end_date":"","_tribe_ticket_show_description":"","_tribe_ticket_show_not_going":false,"_tribe_ticket_use_global_stock":"","_tribe_ticket_global_stock_level":"","_global_stock_mode":"","_global_stock_cap":"","_tribe_rsvp_for_event":"","_tribe_ticket_going_count":"","_tribe_ticket_not_going_count":"","_tribe_tickets_list":"[]","_tribe_ticket_has_attendee_info_fields":false,"footnotes":""},"categories":[104],"tags":[713,109,719,717,107,607,716,715,718,720,611,714],"class_list":["post-9814","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vivi","tag-a-volte-mi-dimentico","tag-agostiniani-recolletti","tag-ascoltare-dio","tag-camminare-insieme","tag-giovani-cattolici","tag-jar","tag-missione","tag-santita","tag-sinodo-missionario","tag-vita-cristiana","tag-vocazione","tag-voglio-essere-santo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9814"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9814\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/jarinternacional.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}