Ti sei mai chiesto chi sia veramente Dio?
Sant’Agostino si è posto questa stessa domanda per tutta la vita. Non si è accontentato di ripetere ciò che aveva imparato. Voleva capire come Dio potesse essere Padre, Figlio e Spirito Santo senza smettere di essere un unico Dio. Da questa ricerca è nato De Trinitate, uno dei libri più importanti che abbia mai scritto.
Dio non è un problema di matematica
Può sembrare una domanda impossibile: come possono essere tre e uno allo stesso tempo?
Agostino capì molto presto che non avrebbe trovato una risposta perfetta. Ci sono cose di Dio che la nostra intelligenza non potrà mai abbracciare completamente. Ma questo non significa che non valga la pena cercarle.
Per questo scrisse quindici libri cercando di avvicinarsi al mistero con umiltà.
Il posto migliore per iniziare a cercare era se stesso
Ebbe allora un’intuizione sorprendente. Se la Bibbia dice che l’essere umano è fatto a immagine di Dio, forse dentro di noi c’è qualche indizio per capire meglio chi è Lui.
Così iniziò a guardare verso il proprio cuore. Scoprì che in ogni persona agiscono contemporaneamente tre grandi capacità: la memoria, l’intelligenza e la volontà.
Sono diverse, ma formano una sola persona.
Per Agostino, quell’unità nella diversità era un piccolo riflesso — molto imperfetto — della Trinità. Non era una spiegazione di Dio. Era una finestra per affacciarsi sul suo mistero.
Dio non solo ama: Dio è Amore
Un’altra delle idee più belle del libro è il modo in cui parla dello Spirito Santo. Agostino lo presenta come l’Amore eterno che unisce il Padre e il Figlio. Non è un amore che appare di tanto in tanto.
È l’Amore che Dio è da sempre. Per questo, quando impariamo ad amare davvero, stiamo anche imparando qualcosa di Dio.
Una ricerca che non finisce mai
La cosa più curiosa è il finale del libro. Dopo centinaia di pagine di riflessione, Agostino non scrive: “Ora ho capito”.
Fa esattamente il contrario. Prega.
Chiede a Dio di continuare a insegnargli, che lo aiuti a conoscerlo di più, ad amarlo di più e a non smettere mai di cercarlo.
Perché ha capito che la fede non consiste nell’avere tutte le risposte.
Consiste nel camminare verso Dio ogni giorno.
E forse questa è la grande lezione del De Trinitate: che le risposte più importanti non si trovano sempre guardando fuori, ma imparando a entrare nel proprio cuore, dove Dio ci sta già aspettando.


